Le proposte di Legambiente per un Green Recovery Plan

di REDAZIONE

Lotta alla crisi climatica, economia circolare, innovazione industriale, mobilità ad emissioni zero, agroecologia, aree protette, turismo sostenibile, lotta all’illegalità ambientale, sviluppo della banda ultra-larga, finanza etica: è questo il solco nel quale, secondo Legambiente e Forum del Terzo Zettore, il Governo dovrebbe lavorare per rendere il Paese smart e a misura di ambiente. Di seguito una sintesi delle proposte elaborate.

Lotta alla crisi climatica: Efficienza energetica, innovazione e rinnovabili devono essere messe al centro del Piano per il rilancio italiano, partendo dallo sviluppo dell’eolico a terra e a mare e dal fotovoltaico in tutto il Paese, sui tetti ma non solo. Sulla mobilità le due sfide su cui puntare sono il potenziamento della sharing mobility e il raddoppio dei chilometri delle piste ciclabili.

Economia circolare: Cruciale sarà puntare sulla realizzazione di nuovi impianti per la valorizzazione delle frazioni organiche e la produzione di biometano, a partire dal Centro-sud; riduzione della burocrazia, semplificazione della normativa end of waste per la cessazione della qualifica di rifiuto, costruzione di una chiara visione del percorso verso una piena applicazione della teoria “Rifiuti zero” che impone di realizzare 1000 nuovi impianti di riciclo; realizzazione di una rete di impianti per trattare le filiere dei rifiuti oggi inviati all’estero (es. apparecchiature elettriche ed elettroniche) per recuperare materiali preziosi e terre rare; promozione dei distretti dell’economia civile.

Innovazione industriale: La competitività del sistema industriale italiano può trarre grande beneficio dalla possibilità di prodursi direttamente l’energia attraverso le fonti rinnovabili in autoconsumo, riducendo la bolletta energetica, e di ridurre la spesa per la gestione dei rifiuti, punta sulla riprogettazione dei beni e massimizzazione del riciclo (dalla chimica verde alla siderurgia), decarbonizzando gradualmente i cicli produttivi sia nell’approvvigionamento delle materie prime che nella produzione energetica.

Le prime 170 grandi opere pubbliche da realizzare: Si tratta di 170 opere grandi, medie o piccole, suddivise per Regione e per tipologia di intervento – messa in sicurezza, bonifica, trasporti, infrastrutture – che consentirebbero agli italiani di vivere meglio (leggi il dossier completo).

Agroecologia: Si dovrà promuovere l’agricoltura a basso impatto ambientale per tutelare meglio gli ecosistemi naturali e la salute dei consumatori. Occorre guidare l’agroalimentare italiano verso un modello che guardi all’innovazione, alla riduzione degli impatti climalteranti, alla valorizzazione del biologico e alla qualificazione ambientale dell’agricoltura integrata, promuovendo l’economia circolare e l’utilizzo di materiali riutilizzabili, riciclabili e compostabili, fino al profilo etico del lavoro in agricoltura e alla lotta all’uso dei fitofarmaci illegali, prevedendo da subito meccanismi premianti e scoraggiando anche economicamente pratiche agricole e zootecniche intensive ed a elevato impatto ambientale.

Aree protette: Attraverso il Recovery Fund si può migliorare il Capitale naturale del nostro Paese, incrementando le aree marine e terrestri tutelate (il 30% del territorio nazionale), istituendo i parchi e le riserve in attesa di completare l’iter e aumentando le aree sottoposte a tutela integrale (il 10%).

Turismo sostenibile: Le risorse del Recovery Fund dovranno avere un ruolo strategico nel miglioramento della strutturazione dell’offerta turistica sostenibile attraverso la creazione di una “fabbrica dei nuovi prodotti”, un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo del settore turistico, puntando fortemente – tra le altre cose – sul turismo degli itinerari attraverso il quale valorizzare al meglio e tradurre in prodotto turistico la varietà di patrimonio diffuso caratteristica del nostro territorio.

Lotta all’illegalità ambientale: Si deve operare un’accelerazione da una parte della lotta all’illegalità ambientale e dall’altra delle procedure autorizzative di carattere ambientale per la realizzazione di opere pubbliche, bonifiche dei siti inquinati, impianti per l’economia circolare, e non solo, potenziando e rendendo uniformi su tutto il territorio nazionale le azioni di prevenzione, controllo e repressione delle attività illegali. Per tale ragione è fondamentale rimuovere la clausola di invarianza dei costi per la spesa pubblica prevista nella Legge 132/2016.

Sviluppo della banda ultra-larga: È fondamentale procedere allo sviluppo della banda ultra-larga, con la fibra e non solo, mettendo in campo tutte le precauzioni necessarie per minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici relativi alla tecnologia 5G, garantendone allo stesso tempo un adeguato sviluppo.

Green public procurement e finanza etica: Le risorse del Recovery Fund dovranno essere orientate verso la sostenibilità, promuovendo l’applicazione del green procurement in tutte le procedure di acquisto di beni e servizi, come previsto dal Codice degli appalti, favorendo l’utilizzo di strumenti finanziari etici (es. green bond e social impact bond) e più in generale l’adozione di criteri ambientali e sociali nella finanza pubblica e privata, come previsto dai regolamenti europei in materia.